Il mestiere del blogger è duro. Molti aprono un blog, sorretti anche dai tanti servizi di blogging che ci sono in Rete, per poi dimenticare di averlo fatto, per non aver più tempo da dedicarci, troppo presi dal vivere quotidiano, dal guadagnare denaro per pagare il proprio vivere, per aver dilapitato tutte le proprie risorse dell'essere “unico” in pochi post, o per il semplice fatto che quel momento magico in cui si è iniziato, non ha lasciato nulla nella propria esistenza quotidiana.Ora sono tornato con questa mania del tempo moderno, con la quale dovrei apprendere ad utilizzare Drupal... Missione da compiere..
Un compito duro! Imparare ad utilizzare un potente CMS, ma non troppo semplice da utilizzare, e in più dare in pasto ai motori di ricerca contenuti interessanti, “giusti” da poter essere interessanti.
Ci riprovo. Non è un compito duro, visto che ho la libertà di scrivere ciò che mi piace pensare, e visto che quella poca decina dei visitatori del mio sito potranno anche accettare il fatto che, per come mi presento, non posso certo presentarmi in maniera schematica nel blog.
E questo post inaugura l'apertura della sezione che rappresenta la mia visione del fenomeno del blog, su come dovrebbe essere fatto, su come viene fatto, su quello che fanno gli altri, su come viene concepito e strutturato per essere utile alla propria carriera.
Per ora solo una semplice ricerca del dopo cena. Dal tag “blogghi” sono venute 371 pagine web dalla ricerca con Google; con la ricerca “Aristotele” vengono fuori 431 pagine, mentre con Platone, il padre della dialettica, ne vengono fuori 528 : quindi un termine che non esiste nemmeno nella lingua italiana (e quindi nemmeno in quelle di altre nazioni), ha un peso non lontano dall'uno con due tag che sono riconosciuti in tutte le lingue occidentali, e che rappresentano un pezzo importante della storia della civiltà dell'uomo!
E' naturale che sia così? Conseguenza di una mania moderna e di un'affermazione del proprio io, che ha una sua logica, ma sicuramente denota o un limite della fase attuale di Internet (e dei motori di ricerca che lo rappresentano), o una mania dell'uomo moderno che ha molto più da dire e meno da apprendere, foss'anche attraverso la dialettica?