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| Mail a Pontremoli del 2 Dicembre 2006 |
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There are no translations available. Questa è la mail spedita all'Ing. Pontremoli, visto che dopo la risposta apparentemente cortese del suo assistente Giovanni Calvio, avevo risposto semplicemente che quello non era un "feed back", motivando il perchè, citando quello che mi era stato detto dal funzionario dell'Ufficio Brevetti del Ministero, alla quale non avevo avuto più nessuna risposta. Oggetto: Quale sogno in memoria di suo nonno filosofo? Buonasera/buongiorno Sig. Pontremoli. Mi chiamo sempre Lucio Musacchio e continuo a contattarla, per ricevere un suo personale chiarimento, come GM di IBM Italia. Il feed back promessomi dal suo “executive assistant” G. Calvio è risultato essere un insieme di quattro periodi che offende la logica, oltre che la mia persona (umana e professionale). La dimostrazione di questa accusa, formulata in una mail di inizio novembre, e la specificazione circa un fatto non proprio piacevole per IBM Italia segnalatomi da un funzionario dell’Ufficio Brevetti del Ministero, sono diventate lettera morta, non avendo ricevuto ancora nessuna risposta. Quindi mi aspetto che sia lei come Generale della sua allegra brigata di 11 mila IBMmers, a dare un giudizio motivato circa il perché alcuni modelli sono “originali e frutto di intenso studio”, ma “distanti dal piano strategico di IBM Italia “ e soprattutto perché quel documento, da me definito “La semantica dell’innovazione”, non rappresenta quel “nuovo modello” di business a cui faceva riferimento il 29 ottobre in quel palazzo storico in via Barberini, e cui fa riferimento sempre quella visione di 765 CEO che avevo citato nella mia a Voi seconda mail, e che lei ha citato nella sua relazione. Nel suo secondo intervento a palazzo Barberini, ha fatto riferimento alla filosofia di suo nonno, ha tirato in ballo il matto del villaggio e la sua corda, e ha parlato di un sogno.. Le sue parole le ho profondamente apprezzate, e se non fosse stato per la mia esperienza con IBM Italia, le avrei giudicate con profondo rispetto.. A questo punto della storia, la questione che logicamente mi chiedo è: o lei racconta storielle a cui non crede, o non riesce a convincere i suoi IBMmers della validità dei suoi sogni e, soprattutto, della valenza strategica del suo stile..
Personalmente credo che è più importante il secondo aspetto del primo; ma questo è ovviamente un suo problema. Credo sia giusto che dovrà prima o poi dedicarmi un po’ del suo tempo per chiarire a sé stesso e alla memoria di suo nonno qual è il sogno a cui faceva riferimento.. Se è quello di creare un Sistema Paese, credo che nelle condizioni viste a palazzo Barberini (visione di Università, Confindustria e Governo) sta sprecando tempo (lo dimostra il fatto che ancora nessuno – nemmeno lei - parla di edilizia
Sicuramente nella sua intelligenza sensibile riuscirà a difendere gli stipendi dei suoi 11 mila omini, ma certamente non avrà modo per concretizzare un sogno. Anche perché non credo che ancora l’ha compiutamente elaborato. Credo, inoltre, che dopo aver ricevuto un trattamento così poco “in stile” da parte di IBM Italia, e dei suoi vertici, ho il diritto di chiederle di essere ricevuto da lei personalmente, in cui, in max un’oretta del suo limitato tempo, ricevere una sua opinione sui documenti “Semantica dell’innovazione” (elaborazione di un sogno) e “Bozza di modello economicistico” (strategia di e-government). Aspetto, quindi, di essere al più presto convocato nel suo ufficio di Milano, o meglio, in un qualche ufficio IBM di Roma (lo preferisco), per mettere finalmente la parola fine a questa stupida storiella di uomini comuni che giocano ad impersonare ruoli da superuomini. Spero di poter festeggiare questo “the end” con la morte di questo anno. Anche perché la storiella dura da aprile, e come tutte le storie troppo lunghe, ha perso d’interesse e, soprattutto, gusto…
In chiusura vorrei sottolineare come la mia caparbietà è superiore a quella del tale (Busso?) che si presentò al fondatore della IBM nel lontano dopoguerra, con il cartello “per noi tutto è possibile”. Non sono certamente altrettanto capace di tali gesti dimostrativi (ed efficaci), ma sono determinato a portare avanti negli anni quello che è il mio ruolo di uomo storicamente determinato. Anche perché c’è poca gente che ancora si rende conto della grande rivoluzione che la convergenza nano-bio-info-cogno e la robotica determinerà fra non molti anni sulla specie umana. Anche (e purtroppo) in seno alla grande IBM, un leader nel settore delle nuove tecnologie.
Figuriamoci nei settori energetico e finanziario. Per non parlare della politica. Buoni sogni. Lucio Musacchio
Di seguito viene riportata la mail mandata a Giovanni Calvio, dopo aver mandato quello che aveva definito un feed back (riportato nel link "Riconoscimenti"), per sottolineare che quello non era un feed-back, ma una semplice risposta di cortesia alle mie (evidentemente) chiacchiere: Buongiorno Sig. Calvio. La Sua risposta mi ha stordito, confuso e un pò depresso. Per questo ho avuto bisogno di alcuni giorni per mettere in ordine le idee, procedere nella conoscenza, e risponderLe in linea con uno stile dialettico e scientifico. Le chiedo gentilmente di chiarirmi il feed back IBM Italia. Il contenuto del "feed back" promesso nella Sua prima mail, è costituito da quattro periodi: una premessa, un saluto e augurio, e due di valutazione. Quest'ultimi sono imprecisi e non corretti. Se ha pazienza di seguirmi vado a spiegarglieLo nel documento "feed back da dare". Anche in relazione all'augurio di aver successo nelle mie numerose attività, non si capisce bene come fare se organizzazioni come IBM non hanno tempo di dare in cambio un vero feed back, e nemmeno un invito per partecipare agli eventi gratuiti (come l'IBM SOA Executiv Summit) dove ha occasione di procedere nella conoscenza. Spero che vorrà cordialmente provvedere a dare una risposta a ciò che le esplicito nel documento, in linea con lo stile e l'immagine che IBM ha conquistato in tanti anni nel mondo intero: una risposta puntuale, esauriente e logica, in relazione ai diversi punti trattati. La pregherei anche di dare una valutazione al mio talento di scienziato delle scienze economiche e sociali (da 1 a dieci, in numeri non interi). Se sarebbe così gentile da arrivare a questa sintesi con un pò più di scientificità, potrei essere il primo talento certificato secondo lo standard IBM (anche se per ora non ho raggiunto la certificazione). Le auguro buon lavoro e una buona giornata. Lucio Musacchio PS: Mi scusi, ma avevo dimenticato di inserire un post scrittum molto significativo per IBM Italia, e in linea con il mio stile, non vorrei chiudere la mia storia di passione per IBM senza darne comunicazione. Riguarda un aneddoto che personalmente non mi sento di giudicare, visto che sono parte interessata alla questione. Al Forum PA 2006 ho parlato della mia relazione con IBM ad un funzionario dell'Ufficio Brevetti del Ministero, che mi ha detto che non è difficile che IBM incamera documenti, per poi dare sempre una rispostanegativa. Mi aveva invitato anche ad andare in ufficio ad approfondire la questione, cosa che non ho fatto mai per non aver avuto occasione. Personalmente non mi interessa sapere se è realtà o interpretazione errata della stessa, visto che non cambia il senso del nostro rapporto futuro, e visto che un motore del processo della mia conoscenza è l'umiltà e l'autocritica, e preferisco così pensare che semplicemente la vostra risposta negativa è dipesa dai miei limiti di scienziato e di venditore di servizi futuri. E’ anche vero che qualche IBMmers (e non IBM) utilizzerà degli spunti presi dai miei o da altri documenti, migliorandoli, adattandoli al progetto specifico, e così andare avanti nella propria carriera! In ogni caso interpretare correttamente l’informazione è un vostro problema, visto che non è una bella immagine quella di cui godete in questo ambiente amministrativo della ricerca. A me mi interessa solo ricevere un vero feed back, che sia all’altezza delle competenze tecniche di IBM, e rispettoso della mia intelligenza sensibile. Le auguro di nuovo una buona giornata e buon lavoro. |
Domotica

