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Innovation Forum 2007 e www.Italia.
Wednesday, 04 April 2007 20:41
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Andrea Pontremoli all'innovation forum del 2007

Riflessioni sull'Innovation Forum del 2007, a cui ha partecipato anche l'Ing. Pontremoli, e giudizi espressi e captati sul portale Italia.it. 

 

Ing. Pontremoli buonasera/buongiorno.

A distanza di una settimana dall'Innovation Forum di Roma, vorrei fare delle considerazione d'obbligo sull'evento, sul suo intervento, e sulle chiacchiere sul portale Italia.it.

Giudizio personale sul Forum
Se paragoniamole due edizioni, non è che c'è molto di nuovo. Buono il rapporto sull'innovazione, sufficienti i contenuti “classici”, insufficiente per le frontiere del business. Inaugurato il filone sulle nuove tecnologie energetiche e sull'ambiente (quando già lo scorso anno erano diventate “attuali”, e gravide di implicazioni per il mondo degli affari), accennato il discorso sul Web 2.0, che se aziende come IBM impegnano un po' dei loro fondi e di intelligenze, diventerà il prossimo anno 3.0 (Partecipazione+Semantica), trascurati altri aspetti potenzialmente innovatori come l'FRDI, e rivoluzionari, come la robotica e l'industria aerospaziale.

Un bla-blare su quello che le singole Corporate possono fare per il Sistema Paese, con la difesa a volte ottusa dei propri interessi e meriti di Corporazione (così che le corporate divengono “corporazioni”), che troppo spesso
non assomigliano agli schemi che vengono proposti nei corsi o nei white-paper che affollano i rispettivi bei portali aziendali, per non arrivare mai a dichiarare ciò che gli stessi GM o AM dichiarano nei loro colloqui privati alla propria casta di privilegiati. A volte il povero Prof. Vaciago mi sembrava egli stesso messo ai margini dai suoi stessi collaboratori di IDC, nello sparare a zero contro un sistema di PA centrale e locale che non
funziona. Però anche lui non ha potuto permettersi il lusso di sparare a zero sui quaranta milioni di euro che l'Italia dovrebbe spendere per un semplice portale.

Se poi una mente ricercatrice della luce, (così considero la mia mente!), si permette di far notare che la Domotica e la “building automation” è
un qualcosa che è radicato nel DNA dell'Italia capace e produttiva, e che sviluppato può creare ricchezza, la questione viene messa da parte per chissà quali altre grandi e più importanti questioni. Solo menti distorte e poco scientifiche non capiscono che è un concetto strategico di sviluppo economico e culturale, oltre che ad costituire un campo determinante per il mitigamento dei cambiamenti climatici (30% della
Co2 viene dal fatto che dopo essere stati GM, ingegneri, poeti, o “fancazzisti” negli uffici, si torna nelle proprie case). Eppure i cinesi pensano di costruire la prima stazione spaziale abitata:  chissà che le piccole esperienze del quartiere S. Giulia a Milano potrebbero insegnare come utilizzare al massimo l'energia disponibile... E' deprimente che una cosa così semplice non viene commentata da Lei e i suoi colleghi GM delle grandi
Corporazioni dell'IT italiano. Che forse quando siete in ufficio pensate che quell'aria calda o fresca che tempera le vostre menti
illuminate sia prodotta dagli sforzi polmonari dei vostri sottoposti di grado, o che l'intensità del flusso non sia regolato da un
concetto che coinvolge la tecnologia, nelle diverse discipline di riferimento, e la dinamica dell'equilibrio della natura. Forse un concetto troppo semplice per persone che hanno fatto della complessità un fattore determinante per la conservazione e l'accumulazione dei propri privilegi.

E con questo atto d'accusa, che vorrei che conservasse nei propri ricordi di metodo, vado ad esprimerle cose più vicine alla sua Corporazione.

Giudizio sul suo intervento
In sincerità ho notato nel suo intervento una nota di opacità; forse problemi personali, o poco riposo nella notte, o effettivamente un disagio di essere lì a rappresentare una Corporazione che, a capo di una banda di suonatori, ha il coraggio di inneggiarsi a motore dell'innovazione
dell'Italia, per poi sfilare 40 milioni di euro per un qualcosa che lo sviluppo della tecnologia e (soprattutto) della Conoscenza ha
dimostrato di essere un fatto di privilegi di Corporazione legata al potere politico.

Un accenno non brillante sulla Scienza dei Servizi, per poi dimenticarsi di suo nonno filosofo, ed essere uno dei tanti GM che sfilano a bla-blare sul destino della propria pensione e dei propri privilegi. Decisamente al di sotto degli standard a cui mi aveva abituato; decisamente vuoto il suo
intervento. 
Che forse Italia.it dava qualche disturbo sul collegamento fra brillantezza ed esposizione?


Chiacchiere sentite su Italia.it
E qui veniamo a qualche informazione raccolta al Forum su Italia.it. 
Spero che almeno questo dato sappiate trasformarlo in informazione, visto che è solo la cronaca giornalistica di ciò che ho vissuto. Poco, ma eloquente.

a) Presentazione del portale di Pagine Gialle, nella sessione parallela sul turismo... Dopo la presentazione la moderatrice di IDC domanda se il portale di Pagine Gialle sull'Umbria fosse linkato da Italia.it. Risposta: No non è consigliato (in sostanza), come dire che non viene utilizzato per
agevolare la navigazione e la ricerca dei servizi richiesti.

Ecco che dopo poco entra in gioco una giovane soldatessa del suo esercito di 11 mila privilegi da accudire, e chiede la parola.. Si presenta come “nome cognome” di IBM Italia, e passa così a difendere la propria Corporazione:
(in sostanza) “sul portale ci sono tutti i link dei portali territoriali”... Peccato che quello di Pagine Gialle non è proprio un portale classico, ma certamente innovativo per il panorama italiano (oltre che a costi contenuti per la collettività), e quindi linkare questo portale o un “viviumbria.it” qualsiasi, non credo sia la stessa cosa per chi dedica il suo tempo a scoprire di convincersi di andare in Umbria o in Italia a passare le proprie
ferie!... Certo la ragazza è giovane e può crescere: il suggerimento è quello di mandare persone adatte a gestire fatti del genere (crises management è una sigla o qualcosa di reale?).

Alle chiacchiere sterili della giovinetta, risponde un'accorata signora sulla quarantina di Telecom Italia: “la critica a Italia.it non è quanto su questo
fatto, ma sulla realtà che su altri portali nazionali c'è la possibilità di prenotare on-line alberghi e trasporti, e su Italia.it NO!! “...

A questo la giovinetta non ha replicato, come non ha replicato oltre (e in effetti che cosa avrebbe potuto dire?).

Poi è intervenuto un signore che ha ribadito l'intenzione che ha una certa Community di riformare almeno i contenuti attraverso lo spirito del Web 2.0.. Poi si è andato avanti nel seminario, e quindi per fortuna della giovinetta l'argomento di dibattito è cambiato.

Durante il pranzo ho captato una conversazione in cui si parlava del portale: giudizi negativi, non tanto riguardo alla qualità assoluta, ma a quella relativa (“se fosse costato poco sarebbe stato giusto”, ha detto un signore).

Parlando con l'omino di Microsoft ha espresso anche lui il suo parere di appartente ad un vostro competitor, dicendo letteralmente “che sono incazzati”, visto che, secondo lui, la gara l'ha vinta IBM perchè presentava un sistema innovativo per la prenotazione del viaggio, che però
non è stato realizzato...


Sintesi

Strano constatare che il mantra del Web 2.0 è presente nelle dichiarazioni e sui bei portali aziendali, per poi dimenticarsi che esiste quando bisogna fare un lavoro!

Sono felice per lei che l'Italia è un Paese abituato allo spreco e alla scarsa professionalità, perchè in caso contrario sarebbe stato un grande danno
d'immagine e di redditività per IBM Italia. Per questo è meglio far finta di nulla e aspettare che la polemica si esaurisca,
in maniera tale da incassare tutta la parte del bottino. 

E' deprimente assistere ad un tale spettacolo, dove un'azienda è corporazione, e come tale fa di
tutto per incassare il denaro che gli deriva dal fatto di essere tale e dispensatrice di privilegi, anche se dovrebbe essere professionale
utilizzare quel denaro per fare qualcos'altro, e riconoscere di avere fatto un errore...

In un mondo di professionisti ammettere un errore può dare lustro e rispetto; nel tempo delle Corporazioni questo non è possibile.

Per questo quando Lei utilizzerà una parte del suo stipendio per comprare una buona bottiglia per brindare ad un qualcosa, si ricordi di brindare al fatto che per le inefficienze e per la mediocrità gli italiano sono un popolo di scarsa memoria, perchè non penso che quel brindisi possa
essere così beato se una tale notizia fosse giunta al quartier generale della sua Corporazione.

Sempre grato di non rispondere, il suo affezionato critico Lucio Musacchio


PS: Le allego una sua foto del Forum. 

 
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