| Mail a Pontremoli del 9 Marzo 2007 |
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Mail di commento agli articoli sul portale Italia.it. Oggetto: Nuove critiche dal Molise Buongiorno Ing. Pontremoli. Chi le scrive è Lucio Musacchio. Come di consueto vado a segnalarle fatti o cose utili al progresso della sua conoscenza. Proprio ieri, 8 marzo 2007, il quotidiano La Stampa riportava un articolo non proprio lusinghiero per il successo della suo esercito di 11 mila professionisti. La notizia era focalizzata sul fatto che il nuovo portale del turismo italiano non fosse stato concepito con professionalità e competenza, sia dal punto di vista dei contenuti (ampiamente criticati dalle comunità regionali), ma anche dal punto di vista tecnico. Come tutti i contribuenti e cittadini italiani non sono contento di quello che ho letto. Credo che anche suo nonno non sarebbe d'accordo sul fatto di dover spendere 45 milioni di euro(!), e ricevere critiche di ogni sorta. Come avevo già anticipato come intenzione al suo Executive Assistant Giovanni Calvio, sono finalmente diventato padrone del CMS “Joomla!”, e per questo mi chiedo come è possibile spendere 7,8 milioni di euro per avere una tecnologia che viene anche criticata! Dove è andata a finire la semantica? Con quel denaro si sarebbe dovuto realizzare un innovativo e rivoluzionario database semantico, sviluppato ad-hoc per la gestione di un portale turistico, utile a tutta la rete IBM nel mondo. E pensare che anche il “piccolo” SQL può servire, se almeno i contenuti sono di qualità: invece anche nella scelta dei partner per il lavoro “non tecnologico” avete scelto male. Non li avete scelti voi? Eppure il Ministro era un ex IBMers...E in ogni caso sono vostri partner! E' chiaro, quindi, che quel denaro ha finanziato il tempo di un gruppo di pseudo professionisti, che mal rappresentano il nome glorioso di un'azienda storica come IBM, e che ora lasciano l'incarico a lei e al suo staff dirigenziale di trovare giustificazioni e scuse, per ovviare al difetto di immagine che si è creato. Forse la cosa migliore sarà quella di non rilasciare nessuna dichiarazione, anche se chi ha scritto l'articolo sembra aspettarsela. Quale dichiarazione si può fare quando i contribuenti italiani dovranno spendere 7,8 milioni di euro per una tecnologia che l'articolo riporta come “addirittura inaccessibile dal punto di vista degli standard mondiale dei siti Internet”, e altri 25 milioni circa, per dei contenuti mediocri e non esatti? Forse sarebbe giusto ammettere l'errore e l'incompetenza e cavalcare il popolo dei blogger , per dare contenuti e tecnologia al passo con la modernità, facendo così in un colpo il passo concreto e reale verso il Web 2.0 e la Partecipation Age. Ma forse è meglio ignorare il tutto, visto che in Italia le i “mali affari” vengono presto dimenticati, e visto che IBM è abituato a non dare risposte... Sono convinto che tutto questo non appartiene al suo stile, ma sicuramente è un qualcosa di cui è ampiamente responsabile. Come le avevo scritto dopo l'evento sulla semantica promosso dalla Fondazione IBM, la questione è sempre quella, ovvero se a lei piace chiacchierare a vuoto e pronunciare discorsi circa il “sogno collettivo”, o se non riesce semplicemente a trasmetterlo ai suoi collaboratori. Credo sempre che è un problema di coinvolgimento della base, ovvero un problema di legittimità e coerenza della leadership. Ma del resto la carenza di grandi leader è una sintesi della fase attuale del nostro paradigma economico. Come nelle malattie, l'errore sta nel non fare la diagnosi del problema, e capire da dove viene, e come curarlo. La ringrazio ancora per il suo disinteresse, e per le sue non-risposte, visto che questo mi dà l'opportunità di poter periodicamente mettere in forma scritta i miei pensieri che la riguardano, e sentirmi orgoglioso nella mia mediocrità di “avere un rapporto epistolare con il GM di IBM Italia”. Come le avevo scritto, io sono più caparbio di quel tale prelato che andò da Watson con il cartello “per noi tutto è possibile”. Meno capace, ma più certosino, con una visione da economista, ovvero proiettata nel lungo periodo. Ed ora che ho cominciato a capire qualcosa del vostro mondo (che non è poi così complicato e difficile, come fate credere alla gente comune), potrò dare seguito alle mie visioni creative, potendo contare sul fatto che Internet è diventato Web 2.0. Su www.governarelaconoscenza.net (scarabeo) comincia ad esserci traccia di come è possibile che il nuovo Internet e l'open source consente anche a chi, fino ad un mese e mezzo prima non avesse nessuna competenza sulla costruzione di un sito internet, poterlo fare in poco tempo (sotto la regia di un tecnico, naturalmente). Su quel dominio a giorni caricherò la struttura SWOT del Molise, che secondoquel mio modello di e-government (“interessante, ma distante dalle strategie di IBM Italia”) dovrà servire a confezionare un'architettura IT di “governo dello sviluppo”. Alcuni strumenti necessari sono già disponibili (come il componente di Joomla che consente di fare la mappa del sito con Mind Map: utile per fare una home page più intellegibile), mentre altri chiederò aiuto al popolo della Rete. Fra qualche mese le farò sapere. Naturalmente considero la mia conoscenza informatica transitante nell'età della pietra, e credo che non avrò mai il tempo e le energie per poter arrivare all'era moderna. Ma questo non è importante, visto che di ingegneri bravi ce ne sono molti, ma di “architetti”capaci se ne dovrebbe avere il bisogno. Non è forse questo che i lettori apprendono leggendo gli articoli che trattano di “Services Sciences”, in cui Lei é l'intervistato? Ancora una volta il dubbio è che a lei piace chiacchierare su cose “divinamente giuste”, o che non riesce a trasmetterlo ai comandanti del suo esercito di 11 mila IBMers. Nel ringraziarla di nuovo per le sue non-risposte, le auguro buon lavoro. Cordialmente Lucio Musacchio |


